Lourdes – Diario di viaggio –

La prima volta a Lourdes. Il primo pellegrinaggio.

Febbraio 2017 – Un pò spaesati e intontiti partiamo alla volta dell’aeroporto di Napoli. In aereo tutti pellegrini. Il volo fila via liscio dormendo😂 la sveglia è stata troppo presto!!

E poco prima di atterrare, sbircio dal finestrino i colori di questa terra… sembrano colorati a mano con sfumature di verde scuro verde chiaro e marrone… in lontananza vegliano su questa pianura i maestosi Pirenei innevati.

La prima impressione dal pullman che ci sta portando in hotel è di un posto dove il tempo si è fermato. Dove le case hanno le porte di legno e i camini accesi. E avvicinandoci al Santuario si vedono solo negozi di souvenir. Ma fa parte anche questo della magia di questo posto.

L’esperienza del check in in hotel insieme ad un gruppo in pellegrinaggio è stata sconvolgente: un fiume di persone che si riversa all’interno come se in questo posto regalassero qualcosa gratis. Cioè tipo una corsa verso la libertà. Mah…

Scendiamo in compagnia di alcune signore a cui abbiamo chiesto di farci un pò da guida per evitare di perderci poi nei vari luoghi di ritrovo.

Ed eccoci di fronte alla maestosità del Santuario… grandi spazi, luce, candele, e freddo… tanto freddo 😫 arriviamo alla grotta, facciamo la fila e l’istinto ti fa toccare quella roccia bagnata… gocciolante di acqua… passeggiamo ancora un po per ambientarci.

Il bello di questi viaggi con le parrocchie è che si conoscono tante persone… e noi ci siamo trovati al tavolo con due signore simpaticissime e con quali non abbiamo smesso un attimo di chiacchierare per tutti e tre i giorni del pellegrinaggio.

La nostra fortuna è stata che, nonostante fosse febbraio, il cielo era limpido. Ma limpido di un azzurro che non vi so descrivere. L’aria era gelida ma una volta messo piede nei cancelli del Santuario era come se il cervello andasse in off.

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Ecco, diciamo che il nostro viaggio a Lourdes ci è servito per resettare il cervello.

Per mettere un freno a tutte le ansie della quotidianità.

Quella pace che si percepiva sulla pelle ti penetrava fino all’anima rendendola pura.

Questo viaggio è stata una scoperta. Bellissima.

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